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| Il Taurasi DOCG | ||||||||||||||||||||||||
| Edizione 2009 | ||||||||||||||||||||||||
| Edizione 2008 | L’antica cittadina di Taurasi - il cui nome si vuole faccia riferimento al toro, sacro animale presente anche nell’attuale stemma cittadino - presenta le sue prime testimonianze già a partire dall’Eneolitico, i cui preziosi reperti provenienti dal sito di Contrada S. Martino sono esposti nel piccolo museo comunale. Durante il primo secolo a.C. il municipio di Taurasium divenne colonia militare ma fu con l’arrivo dei longobardi che si ebbe una “rinascita” della cittadina ed una significativa evoluzione architettonica. Il centro abitato non fu, poi, risparmiato dalle invasioni saracene del IX e X secolo. Le successive invasioni e gli scontri che si verificarono nel periodo alto e basso medioevale videro coinvolto, ancora una volta, il territorio di Taurasi, che si veniva a trovare in una posizione di confine e di passaggio. I continui pericoli portarono alla creazione ed al rafforzamento del sistema difensivo che, pur subendo vari rimaneggiamenti, è tuttora ben visibile. Ne sono una prova le varie porte d’ingresso della cittadella,le torri lungo la cintamuraria e, in particolare, il castello. Gli avvicendamenti dei vari signori del paese coincisero con l’avvicendarsi delle diverse case regnanti nel sud d’Italia. Agli inizi del XV secolo Taurasi entrò nei beni feudali dei Caracciolo ma questi, dopo l’ennesima ribellione, la persero ed il feudo passò alla famiglia Gesualdo.Le vicende del centro furono a lungo legate alle sorti di questa famiglia e sotto Carlo Gesualdo, celebre madrigalista, Taurasi visse un nuovo splendore, arricchendosi di nuovi palazzi e costruzioni.Dopo alterne vicende il feudo giunse, nella prima metà del XVIII secolo, nelle mani dei Latilla, che lo conservarono fino all’abolizione della feudalità (1806). Alcuni taurasini parteciparono ai moti carbonari del 1820-21 e alla rivolta garibaldina del 1860.
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